20 novembre 2015

OFFICINE ABARTH CLASSICHE: PARTE UFFICIALMENTE L'HERITAGE DEL GRUPPO FCA

Con il marchio dello Scorpione il gruppo italo-americano avvia finalmente un programma organico di valorizzazione, che si spera in futuro sarà esteso anche a Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Restauri, manutenzione, raduni, gare e servizi vari. La collaborazione di Mopar per i ricambi.

Manutenzione, restauro, certificazione, registro: sono le attività principali che eserciteranno le "Officine Abarth Classiche" presentate mercoledi scorso a Torino. E che rappresentano il primo passo del Gruppo FCA verso un progetto complessivo di valorizzazione del patrimonio storico del gruppo stesso. Questo di Abarth è infatti, nelle parole di Roberto Giolito, capo della parte Heritage di Fiat, un “progetto pilota”. Se andrà bene con Abarth sarà esteso in futuro anche ai marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo.
Sempre seguendo quattro direttive principali: eventi e sponsorizzazioni; archivio e documentazione; club e associazioni; heritage center e relazioni con l'esterno. Ciò dovrebbe portare quindi anche alla valorizzazione delle collezioni Fiat e Lancia, per esempio, al momento nascoste al grande pubblico. Nelle intenzioni, l'idea è quella di un approccio dinamico al mondo del collezionismo dei marchi italiani.
Da sinistra Roberto Giolito, (Head Heritage FCA), Alfredo Altavilla (Chief Operating Officer, EMEA Region, Fiat Chrysler Automobiles), Paolo Gagliardo, (Head of Operations Abarth) e Anneliese Abarth

Sempre per usare le parole di Giolito, “Le direttive saranno quattro pianeti coordinati su un'unica orbita”. E “anche a Torino ci sarà un luogo simile al Museo Alfa Romeo di Arese”. Giolito, che è stato presentato dal Responsabile del marchio Abarth, Paolo Gagliardo, ha proseguito: “Il nostro sarà un corporate heritage, quindi un'attività che coinvolgerà tutti i marchi del gruppo in base alla propria competenza, per esempio Mopar
ci aiuterà a comporre lo scaffale dei ricambi Abarth per la manutenzione e i restauri”.

Insomma nelle intenzioni sarà un progetto a tutto tondo, addirittura si spingerà ai “corsi di restauro e di meccanica, per i quali abbiamo contatti con ACI Storico che ne ha appena presentato uno in collaborazione con i Salesiani”.
Gagliardo ha ricordato come il 2015 sia stato un anno di grandi soddisfazioni per lo Scorpione, che ha incrementato le vendite del 50% in Europa (e si appresta con ogni probbilità a giovarsi della 124 Spider presentata lo stesso giorno al Salone di Los Angeles, ndr); dopodiché ha passato la palla a Fabrizio Simoni, Responsabile Marketing e Racing dello Scorpione. “Questa sarà la casa delle automobili del passato –ha esordito Simoni-. Il cliente sarà accolto come se fosse nel suo garage, sarà fatta la diagnosi alla sua vettura, dopodiché si deciderà come procedere.
Abbiamo qui l'officina, l'area macchine utensili, l'area autotelaio e l'area controllo qualità. Al termiine del lavoro il cliente riceverà un dossier completo sui lavori effettuati, con la documentazione fotografica”. Sulla certificazione Simoni ha detto ad Automobilismo d'Epoca che Abarth si sente “robusta su quanto riguarda motori, cambi, sospensioni e scarichi”: su queste aree della vettura infatti verterà questa attività, “per la quale un ringraziamento va all'ASI e al suo presidente per la consulenza”. Una sicurezza che “viene dal grande lavoro di ricerca archivistica e dalla enorme documentazione, che stiamo digitalizzando e ci consente di sentirci sicuri su questo tipo di attività”.
Nessuno si è sbilanciato invece su telai e scocche, che sono un punto caldo quando si parla di Abarth. A tal proposito, però, nell'occasione è stato presentato il libro “Abarth: The Scorpion's Tale”, opera in tre volumi di Sergio Seccatore, per anni disegnatore della fabbrica al fianco di Karl Abarth. Una testimonianza importante, che “vuole essere anche uno strumento per frenare la falsificazione delle Abarth”, come ha detto lo stesso autore in un breve intervento.
Un altro punto importante dell'attività di Abarth Storiche, che si collega alla certificazione, è quello del Registro Abarth, legato al Registro Fiat Italiano, che coordinerà tutte le attività di un club dinamico e dal respiro internazionale, attraverso la partecipazione a eventi divisi in quattro filoni principali: fiere espositive, eventi culturali, raduni e competizioni. La segreteria è la stessa del Registro Fiat Italiano, con il quale è avviata una sinergia che porterà allo sviluppo di nuove iniziative..
Infine, tra gli intenti c'è anche quello di organizzare un calendario di gare per auto storiche, nelle quali sarà l’Automobile Club d’Italia, attraverso Aci Storico, a gestire gli eventi.
È stato aperto un sito internet dedicato: www.abarthclassiche.com.

Vetture leggendarie
Abarth Classiche restaura tutte le vetture a marchio Abarth sia stradali sia da competizione, comprese quelle marchiate Lancia che hanno corso in seguito allo sviluppo e all’elaborazione effettuate dai tecnici Abarth. Rientrano pertanto in questo elenco tutte le auto prodotte dagli anni Cinquanta in poi. Le Cisitalia 204, la Abarth “1500” su base della Fiat 1400, i prototipi carrozzati da Ghia, la Abarth “2000” su base Alfa Romeo 1900 Sprint per poi arrivare alle popolari Fiat 600e 750 derivazione Abarth, la 500 derivazione Abarth e le 750 Abarth carrozzate da Zagato, le famose “doppia gobba”.
Per quanto riguarda gli anni Sessanta, spiccano le 850 e 1000 TC, le piccole Abarth 595 e 695 anche nelle varianti “SS” e “Assetto Corsa”, le 750 Zagato “Record Monza” e le grandi 2200 e 2400. Non mancano le sportivissime Abarth “1000 Bialbero”, le Abarth-Simca “1600 GT” e “2000 GT”, le Fiat Abarth 2300 S coupè, le 850 OT e 1000 OT, sino alla “mostruosa” OT 1600. All’elenco vanno aggiunte le OT 2000, la OT 1300 “Periscopio”, le “2000 Monoposto Record”, le OT 1000 Coupè, le 1000 OTS e la OT 2000.
Gli anni Settanta sono caratterizzati dalla Fiat 124, dalla Fiat 131, dalle Autobianchi A112 elaborate da Abarth, 58 e 70 HP, e dalle incredibili 3000 Prototipo, le monoposto e le biposto che corsero e vinsero moltissime competizioni. Ma la storia dello Scorpione non si ferma qui: non vanno infatti dimenticate le Lancia Rally (037), Delta S4 e tutte le versioni integrali della Delta, oltre ai modelli utilizzati nei trofei monomarca Fiat: Uno 70S, Uno Turbo a iniezione elettronica, Fiat Cinquecento 900 e Sporting Kit.

Presenza agli eventi più prestigiosi del mondo
Attualmente Abarth Classiche gestisce alcune vetture appartenenti alla Collezione Fiat-Lancia. Si tratta di automobili dal grande “pedigree” sportivo: una Fiat Abarth 124 Rally ufficiale del 1974, una Fiat Abarth 131 Rally del 1976 con i colori Alitalia, e la Lancia Rally (037), ultimo esemplare costruito in Abarth nel 1984 con i colori Martini.
Fanno inoltre parte di Abarth Classiche anche tre prototipi da record: la monoposto condotta dallo stesso Carlo Abarth alla conquista del record di accelerazione sui 400 e 500 metri nel 1965 e due berlinette monoposto carrozzate da Bertone e Pininfarina. Sono automobili che rappresentano la storia dello Scorpione e che prenderanno parte ad alcuni degli eventi più prestigiosi del calendario internazionale.

L’ufficio di Carlo Abarth
All’interno delle Officine Abarth è stato ricostruito l’ufficio di Carlo Abarth utilizzando l’arredamento della sede storica. Un luogo suggestivo, dove non mancano elementi caratterizzanti come i suoi occhiali e il cestino di mele. Il fondatore della Casa dello Scorpione seguì una ferrea dieta basata sulle mele, frutto che gli ricordava la natia Austria, per perdere il peso necessario a entrare nell’abitacolo della monoposto con cui batté personalmente il record di accelerazione sul quarto di miglio nel 1965.
Fonte: AUTOMOBILISMO D'EPOCA

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