24 novembre 2015

#OLDCARSHOOTERS: ALFA ROMEO GIULIA GT JUNIOR 1300


Oggi vi presentiamo una magnifica Alfa Romeo Giulia GT Junior 1300. Se non avete mai avuto l’occasione di soffermarvi a vederla dal vivo, fatelo. Giratele intorno, guardatela da ogni prospettiva, coglietene ogni particolare, anche quello che giudicate più insignificante. Provate poi a visualizzarla nel presente; giungerete alla conclusione che sarebbe ancora bellissima e sempre attuale. Per lei il tempo non è passato.


Da qualsiasi punto la si guardi, riesce a regalare quella sensazione di grazia e sportività che in poche automobili si ritrova. Merita prendere
una sedia e stare lì, al suo fianco ad accarezzare con la vista quei 4 metri di splendida forma da muso a coda. Il cofano punta verso il basso, termina nel parabrezza avvolgente, sopra di esso inizia il tetto dal suo punto più alto, dal quale parte una leggera discesa, sempre più accentuata, fino al lunotto posteriore e alla coda che finisce più bassa e stretta del cofano anteriore.


Rimane seduta sulla coda, un effetto che in genere rende fiacca la linea di un’automobile. Non in questo caso. Se qualcuno resta perplesso dal particolare andamento della linea, che può apparire poco sportivo, giri pure la chiave. Sarà il bialbero Alfa a rispondere. Le belle sensazioni non rimangono solo all’esterno, l’abitacolo non è da meno. Ci si siede in basso, su sedili molto imbottiti.


La posizione di guida è molto diversa da quella a cui siamo abituati sulle auto moderne. Si guida con il volante piuttosto lontano, con le braccia distese. Si vede subito che è costruita intorno al guidatore. Di fronte si trovano i due grandi strumenti, tachimetro e contagiri. Secondo me tra i più belli mai fatti.


Incastonati nelle due gobbe del cruscotto, neri con cifre bianche, puliti ed essenziali. Ricordano il quadrante dell’Omega Speedmaster, noto orologio sportivo che all’epoca della GT Junior accompagnava gli astronauti nello spazio. Di fronte al cambio, in basso al centro del cruscotto, sono posizionati gli indicatori del livello carburante e della temperatura dell’acqua, entrambi orientati verso il posto guida.


Tutto appare a portata di mano, sotto controllo. Proprio come se lì dentro non ci fosse altro da fare che godersi la guida. Mi confronto con Damiano, il fortunato proprietario della GT Junior che vi presentiamo oggi, il quale sembra concordare con me sulle sensazioni regalate dalla sua splendida Alfa. Siamo di fronte ad una GT Junior 1300 del 1971, anno della terza serie, nella quale sparisce lo scalino.

L’Alfa Romeo GT nasce nel 1963 dalla matita di Giugiaro, all’epoca incaricato dalla carrozzeria Bertone di disegnare la coupé dell’Alfa Romeo Giulia. Venne presentata come “Giulia Sprint GT”. La derivazione dalla berlina è evidente, lo schema meccanico è identico, motore e cambio anteriori e trazione posteriore. Differisce per un passo più corto di un centimetro e mezzo e l’adozione di quattro freni a disco, non ancora presenti all’epoca sulla Giulia berlina.


Nel 1965 venne presentata la “Giulia Sprint GT Veloce”, con stesso motore bialbero 1600 ma dotato di due carburatori doppio corpo ed in grado di erogare 109 CV. Con una velocità di oltre 185 Km/h risultava la coupé più veloce nella sua categoria, in grado di competere per prestazioni anche con automobili di rango superiore. È nel 1966 che viene presentata la prima serie dalla Giulia GT Junior.


L’intento era quello di avvicinare un pubblico più giovane e meno abbiente alle versioni sportive di casa Alfa Romeo. La soluzione era un motore dai costi di gestione più contenuti, quindi con una cilindrata più abbordabile, ed un costo complessivo della vettura inferiore. La Junior, rispetto alle versioni superiori si presenta con un frontale rivisto, più semplice e con un unico fregio orizzontale. Altre modifiche di semplificazione estetica e l’assenza del servofreno fanno scendere il peso di 20 kg, per un totale di 930 kg, mossi dal motore 1300 della Giulietta.


Ciò che caratterizza questa prima serie (1966-1969) è lo scalino, la pedaliera incernierata in basso e il cruscotto piatto. Nel 1969 con la seconda serie (1969-1971) viene abbandonato il cruscotto piatto, il comando della frizione diventa idraulico e viene adottato il modulatore di frenata. Con la terza serie (1971-1974), le modifiche estetiche divengono importanti. Il caratteristico scalino (che all’origine del progetto doveva essere una presa d’aria, idea poi abbandonata per il costo di produzione troppo elevato) viene eliminato.


Il frontale è uguale a quello della GT 1750 Veloce che era stata presentata nel 1967, tranne che per il numero dei fari anteriori. Fregio orizzontale singolo ma due soli fari invece che quattro. Rispetto alle serie precedenti i fari sono più distanziati, portati agli estremi della mascherina, gli indicatori di direzione sono collocati sotto il fanale invece che accanto. Diverse sono le differenze meccaniche; tra queste aprendo il cofano si nota subito il filtro dell’aria cilindrico e non più a proboscide come nelle serie precedenti.


Migliorie anche per quanto riguarda i freni con l’introduzione del doppio circuito frenante. Nel 1972 viene introdotto il motore 1.6 anche sulla Junior, lo stesso della Giulia Sprint GT Veloce con 109 CV e i cerchi perdono la grande borchia cromata, sostituita da un copri bulloni cromato più piccolo. Dal 1974 al 1976 la carriera della GT Junior termina con la versione “unificata”. La quarta serie subisce interventi estetici di rilievo. La carrozzeria è quella della top gamma 2000 GT veloce, il frontale si presenta quindi a quattro fari con multipli fregi orizzontali. Rispetto alla 2000 però i fari posteriori rimangono piccoli, i biscioni della 2000 sui montanti non sono presenti e i paraurti sono privi di rostri. Gli interni invece sono uguali in tutto a quelli della 2000 GT Veloce; volante a calice, strumentazione rivista e sedili di forma differente e dotati di poggiatesta. Enorme è stata la carriera sportiva di quest’auto.


Per tutta la sua vita in pista è sempre stata l’auto da battere. Spesso le versioni alleggerite GTA hanno vinto a testa alta contro l’agguerrita concorrenza delle più potenti BMW 2002 e Lotus Cortina. Il segreto stava in un’ottima tenuta di strada. Inizialmente, per quanto riguarda le competizioni, era afflitta dal difetto della poca motricità in uscita di curva. La ruota interna posteriore rimaneva sollevata impedendo di scaricare a terra la potenza. La soluzione venne trovata dai tecnici dell’Autodelta, i quali inventarono il così detto “slittone”.


Grazie a questo dispositivo meccanico il retrotreno in curva rimaneva ben appoggiato al suolo ed alzava curiosamente la ruota anteriore interna. Nelle vecchie fotografie dell’Alfa GT impegnata in gara è solito vederla in questa strana posizione con la ruota anteriore sollevata. Oggi le Giulia GT sono automobili ricercatissime, le quotazioni sono in forte rialzo. Rispetto a pochi anni fa il valore è fortemente salito. Si va dai circa 13000 euro per una GT Junior 1300 unificata, per passare ai 20000 euro di una 2000 GT Veloce e agli oltre 30000 euro di una 1750.


Senza considerare le ricercatissime GTA 1600 e GTA 1300 Junior per le quali sono necessari anche più di 250000 euro. Parlando con Damiano mi racconta di quanto sia stato duro trovare un esemplare in ottime condizioni. Molti, viste le quotazioni in rialzo, hanno preso rottami, li hanno riverniciati e venduti a caro prezzo. Bisogna prestare molta attenzione alle buone condizioni dei fondi. La sua è un bellissimo modello targa oro, completamente restaurata nel 1995 e perfettamente originale in tutto.

L’unica cosa che differisce è il bellissimo volante in legno Hellebore con razze forate della GTA. A guidarla oggi si rimane impressionati dalla coppia del piccolo motore 1300; sembra di avere a che fare con un motore di cilindrata maggiore. Altra meraviglia è il cambio. Grazie alla sua collocazione, cioè anteriore, quindi privo di lunghi rinvii, risulta davvero ottimo. Un comando così piacevole e preciso come quello della Giulia si trova raramente. E’ il momento di salutarci. L’inconfondibile rombo del bialbero Alfa che ci ha accompagnati per tutta la giornata si fa sempre più lontano lungo il viale alberato. Appena scompare, ci manca già.

Testo: Leonardo Stefani
Foto: Edoardo Mascalchi
Video: Marco Pagani
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