11 gennaio 2016

LE AUTO DEI SOCI - MONTREAL [PRESENTAZIONE & FOTO ALBUM]

"la maggior aspirazione raggiungibile da un uomo in fatto d'automobili"



Nel 1967 nacque il prototipo della Montreal, una coupè due posti dalla linea slanciata e dalla vocazione nettamente sportiva. Questa concept - in realtà gli esemplari sono due, identici - viene carrozzata su telaio e motore della Giulia, mentre la vettura di produzione (1970) sarà equipaggiata con un propulsore “V8”.


Link Foto Album: CLICCATE QUI


SINOSSI


Il prototipo “Montreal” è molto innovativo nella sua linea pulita ed equilibrata, appena turbata dalla lunga sequenza verticale di feritoie sul montante posteriore del padiglione. La carrozzeria, disegnata da Marcello Gandini ed allestita in due esemplari identici dalla carrozzeria Bertone, intese interpretare all’Expo di Montreal 1967, rassegna organizzata per il centenario della federazione canadese, la tematica imposta dall’Alfa Romeo, quella cioè di una proposta in grado di “soddisfare la massima aspirazione raggiungibile dall’uomo moderno in fatto di automobili”.



La scocca dei due prototipi, realizzata per ospitare la meccanica derivata dalla “Giulia GT”, assolse bene alla funzione prescritta ma, quando ai piani alti dell’Alfa Romeo si considerò di mutare radicalmente le premesse tecniche e commerciali del progetto, sostituendo al 4 cilindri il V8 della “33” con cilindrata maggiorata a 2,6 litri (200 CV), la vettura esposta in Canada si trasformò in un oggetto di polemica all’interno della Casa del Biscione e fra quest’ultima e Nuccio Bertone.



Questi, che di avventure simili ne aveva vissute altre in tanti anni di mestiere, rilevò che installare in quella carrozzeria l’ingombrante V8 avrebbe comportato di necessità l’arretramento dell’intero gruppo motopropulsore sul telaio e anche la pedaliera avrebbe assunto una posizione critica.



Quattro anni dopo apparve la vettura di serie, dotata di un motore più potente e derivato dalla 33 da competizione. All'esposizione universale di Montreal del 1967 il manichino dell'Alfa Romeo "Montreal", appunto, rappresentò la "maggior aspirazione raggiungibile da un uomo in fatto d'automobili".



La Casa non si sbilanciò sulla meccanica, dichiarando: "l'auto è stata studiata in maniera da potere essere prodotta in serie con un motore di notevoli prestazioni". Si Alludeva al potente V8 di due litri della "33" da corsa, presentata un mese prima sulla pista di Balocco.

A Montreal il pubblico apprezzò le linee disegnate da Marcello Gandini per Bertone, con il cofano abbassato ed allungato in avanti per dare l'idea della velocità, con i fari celati per metà da griglie, con il montante dietro alleggerito da feritoie e con la coda tagliata piuttosto alta per imprimere stabilità e potenza estetica alla vettura.

Dal Nord America, innamorato delle Alfa Romeo, cominciarono a piovere richieste, a cui fecero presto eco quelle europee. La direzione della Casa però non seppe essere tempestiva, forse anche perché il motore non era collaudato per l'impiego stradale.


Linea ed interni fra arrabbiature e tentennamenti la "Montreal" definitiva apparve così solo al Salone di Ginevra del 1970. All'esterno la "Montreal" di produzione differiva poco dal prototipo del 1967: nuove le ruote in lega con disegno a lamelle radiali, nuova la presa d'aria sul cofano e nuove, ma non belle, le maniglie delle porte.


All'interno spiccava la plancia con gli strumenti sussidiari distribuiti in due blocchi concentrici attorno ai due quadranti principali. Strumenti a parte, gli interni, per materiale e disegno, erano troppo simili a quelli delle Alfa Romeo di minor prestigio.

Il pianale e le sospensioni derivavano dall'Alfa Romeo Giulia GT con opportuni adattamenti: nulla d'eccezionale, solo la certezza di una soluzione efficiente e collaudata. I quattro freni a disco autoventilanti, con servofreno, erano invece molto moderni e ben adeguati.





Ma all’Alfa Romeo, dove ormai i politici erano più ascoltati dei tecnici, non vollero sentire ragioni e il progetto definitivo venne sviluppato con il motore appunto ad 8 cilindri, il che alterò malamente le caratteristiche iniziali della vettura. Dopo molti tentennamenti, prese finalmente avvio la produzione di quel modello, che si protrasse dal 1970 al 1977 per un totale di 3925 esemplari.



CARATTERISTICHE 

  • Motore Anteriore longitudinale 8 cilindri a V di 90° Alesaggio 80 mm Corsa 64,5 mm Cilindrata 2593 cm³ Potenza 200 CV DIN a 6500 giri/min Iniezione meccanica Spica; 
  • Trasmissione Trazione posteriore Cambio a 5 marce (sincronizzate) Leva di comando centrale Frizione monodisco a secco Pneumatici 195/70 VR14; 
  • Corpo vettura Coupé 2 porte, 2+2 posti Scocca portante Sospensione ant. a ruote indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, barra, ammortizzatori idraulici Sospensione post. a ponte rigido, bracci longitudinali, triangolo superiore e puntoni, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici Freni a disco ventilati, servofreno; 
  • Dimensioni e peso Passo 2350 mm Carreggiata ant. 1372 mm; post. 1340 mm Lunghezza 4220 mm Larghezza 1672 mm; altezza 1205 mm Peso a vuoto 1270 kg; 
  • Prestazioni Velocità 220 km/h;


NOTE By STILE 

L'esemplare del nostro socio si presenta in buone condizioni: certo, ai più' attenti non sfuggiranno alcune piccole difformità, di certo non per l'incuria ma anzi, migliorative in funzione dei tempi moderni e della praticità - nonostante sia solo qualche fortunato week end quello in cui questo esemplare - durante l'anno - vede e saggia l'asfalto.




D'altronde non sfigurerebbe affatto all'interno di qualche struttura museale e non ci stupiremmo pure di potercelo ritrovare un giorno. La profondità del colore puo' sembrare stanca, ma parliamo comunque di una vettura di oltre 40 primavere e qualche ritocco - se lo concedono pure i VIP -  magari anche ci starebbe se volessimo cercar una sorta di perfezionismo fine a sé stesso.
Non ci sono modifiche "classiche" come l'ausilio del famigerato kit conversione carburatori per far fronte all'ostica SPICA: e siccome parliamo di un grande classico delle modifiche a questo modello, possiamo pure dire che il NON trovarlo applicato è già un traguardo di salvaguardia delle caratteristiche originarie del mezzo stesso e della sua storicità.



Non c'e' alcuna ambizione di rincorrere velleità di targhe comprovanti l'autenticità del mezzo stesso al 100%: la documentazione già in possesso ne comprova lo status in maniera più' che consona, visto che non vi è intenzione di separarsene  o vantare una quotazione maggiore in ipotetiche fasi di compravendita.
Noi di Stile siamo i primi a dire che le nostre Alfa Romeo vanno vissute sulla strada per regalarci ogni giorno emozioni e godute in pista per farcene provare di ancor più' paradisiache. Mal si sposa quindi un concetto di originalità ideale che si scontra col vivere queste sensazioni di cui sopra.




Il proprietario ne è altamente innamorato: quell'emozione da "fall in love" destinata a durare in eterno, finché - come citava romanticamente il detto - morte non li separi, ovviamente il più' distante possibile s'intende. E ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi! Siamo felicissimi che sempre più' amanti del vivere Alfa Romeo in un certo modo scelgano di aderire alla maglia di Stile, alla nostra associazione che - a loro gentile detta - ha quel "quid" in più rispetto alle "troppe & molte altre" presenti nel nostro attiguo territorio regionale.



Purtroppo non essendoci una chiara e netta - ma soprattutto intelligente - regolamentazione in tal senso da parte di chi dovrebbe farlo, il caos regna sovrano con una marea di piccoli sodalizi che non sono minimamente in grado di offrire una struttura organizzata degna di rappresentare la Casa stessa, i benefit nell'appartenervi e correlata serietà gestionale.
Aspetti assolutamente da non sottovalutare, spesso biglietti da visita ben più' importanti di altri effimeri elementi che lasciano il tempo che trovano e difatti le altre Case adoperano una tutela ed una selezione nel nominare i club ufficiali encomiabile, il cui esempio andrebbe seguito.



Per questa serie di motivi, ci sentiamo in dovere di ringraziare ogni singolo socio che decide di unirsi a noi, in quella che reputiamo una vera e propria "mission" nei remoti territori del Friuli Venezia Giulia, troppo spesso dimenticati quanto siano stati fondamentali per Alfa Romeo (AutoDelta -ndr), in quanto rappresentiamo una singolarità nel panorama italiano di cui, non solo andiamo fieri, ma vogliamo mantenerla col nostro modus operandi, come prerogativa principale.
E per questo, ringraziando chi ne comprende il valore, veniamo premiati nell'esser scelti.
E grazie alla loro fiducia, vi stiamo pienamente riuscendo.



Gli Amici della "Pavan & Chiarcossi", storica autorizzata Alfa Romeo di Casarsa della Delizia, vanno ringraziati assolutamente per l'enorme disponibilità dimostrata nel mettere a disposizione i loro locali, nella scorsa uggiosa mattinata di sabato scorso 9 gennaio, trasformandoli così in una suggestiva location per effettuare alcuni scatti - che sarebbero stati impossibili nel render giustizia all'esemplare se effettuati sotto la pioggia battente che perdura da alcuni giorni.



E' stato anche realizzato un video, costituito da alcune riprese unite agli scatti a cui vi lasciamo godere del piacere della visualizzazione delle sinuose forme della Montreal stessa...



TAG:

#MONTREAL , #ALFAROMEO . #V8 , #BERTONE , #GANDINI , #EXPO , #CANADA

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