12 settembre 2015

TOUR EUROPA 10 - RING & SPA - dal 24 al 28 settembre 2015 - PRESENTAZIONE


SpaItalia 2014 Aftermovie from DG Sport on Vimeo.





































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Questo TOUR EUROPA 10 si giocherà sicuramente su una distanza minore rispetto al TOUR EUROPA 9, quello precedente che ci ha visto protagonisti in OLANDA, ma non è da sottovalutare per intensità e per ricchezza di scenari, locations ed adrenalina dei suoi 2600 km
complessivi...

GIOVEDI 24
- partenza  da Palmanova per arrivare in serata al Nurburgring;
- cena al celebre locale PISTEN;

VENERDI 25
- mattina shopping relax nel circuito del RING;
- pomeriggio serie sessioni circolazione turistica nel RING;
- sera partenza attraverso i monti Eiffel dal RING al circuito di SPA-FRANCORCHAMPS;

SABATO 26
- SPA ITALIA tutto il giorno tra sessioni di pista ed esposizione presso il circuito di SPA-FRANCORCHAMPS;
- Cena di club;

DOMENICA 27
- SPA ITALIA tutto il giorno tra sessioni di pista ed esposizione presso il circuito di SPA-FRANCORCHAMPS;
- Cena di club;

LUNEDI 28
- ripartenza verso l'Italia, prevista in tarda serata;

Fervono quindi i preparativi per l'ultimo TOUR EUROPA della STAGIONE 2015, non il piu' lontano come chilometraggio ma non di certo meno impegnativo: se usciremo integri dalle fauci di sua Maestà l'INFERNO VERDE...

GLI ALBORI

Inaugurata il 18 giugno 1927 assieme alla più piccola Südschleife, la Nordschleife divenne subito il circuito principale del complesso, per la sua lunghezza e complessità tecnica. L'intento di coloro che l'avevano disegnato era quello di realizzare un circuito che mettesse in crisi anche le migliori vetture, in quanto, sin dall'inizio, era previsto che il tracciato potesse essere affittato dalle case costruttrici per collaudare nuovi modelli; inoltre, la pista fu immediatamente aperta al pubblico, caratteristica che ha ancora oggi. A parte le prime tre edizioni, il Gran Premio di Germania si tenne sempre sulla sola Nordschleife, a suggellare la superiorità che era stata evidente sin dall'inizio. Uscito illeso dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (durante i quali fu inattivo), fu invece gravemente danneggiato dalla decisione di alcuni militari alleati di percorrere i suoi 23 chilometri con i carrarmati; questo obbligò i gestori del circuito a rifare completamente la sede stradale.

OGGI

Nel 1977 iniziarono i lavori per realizzare la nuova pista di 4.556 metri (che utilizzava solo una porzione del breve rettilineo dei box del precedente circuito) e, contestualmente, una bretella di collegamento che riduceva a 20.832 metri la lunghezza della Nordschleife

Quest'ultima configurazione (che è tuttora in uso per i giri turistici) venne utilizzata per la prima volta in occasione della 1000 km del Nürburgring del 1983, gara endurance per sport prototipi, mentre i lavori per la nuova pista si avviavano alla conclusione. Nelle prove di qualificazione per tale gara Stefan Bellof, alla guida della Porsche 956, siglò la pole position con un tempo di 6:11.13[1] a una media di oltre 200 km/h, stabilendo il record della pista sui 20.832 metri della Nordschleife, una prestazione ancor oggi imbattuta (questo si deve in parte al fatto che dal 1984 non sono più state disputate corse per categorie automobilistiche di vertice su questo tracciato). 

A livello di competizioni ufficiali, viene utilizzata annualmente per la 24 Ore del Nürburgring attraverso l'uso di due raccordi che la collegano alla pista Gp-Strecke (di cui sfrutta i box e tutto il tracciato a parte la porzione della Mercedes Arena), per un totale di 25.378 metri di lunghezza.[2] È inoltre accessibile al pubblico (prerogativa che ha sempre avuto sin dalla fondazione) che può percorrere un giro sui 20.832 metri di tracciato (la zona del traguardo, che è stata inglobata nella nuova pista, è vietata ai turisti) dietro il pagamento di un pedaggio. 

Ancor oggi il vecchio anello nord del Nürburgring è meta di un vasto numero di appassionati delle due e quattro ruote che vengono da tutto il mondo per percorrere un giro su quello che è a tutti gli effetti uno dei tracciati maggiormente ricchi di fascino nella storia degli sport motoristici. A tal proposito, la Nordschleife è stata per anni sede, durante il periodo invernale, dell'Elefantentreffen, uno dei più famosi raduni motociclistici europei. 

Alcune riviste motoristiche, come le italiane alVolante e Superwheels, portano alla Nordschleife le auto e moto in prova per testarle nelle impegnative condizioni che la pista impone. Da alcuni anni a questa parte, il tracciato è sempre più utilizzato dalle case automobilistiche, europee e non, come pista di prova per testare e sviluppare i prototipi dei nuovi modelli di vetture da lanciare successivamente nel mercato. 

La particolare conformazione del circuito, che alterna curve lente a curve veloci, rettilinei a saliscendi, lo rende difatti completo dal punto di vista tecnico e perciò un ottimo banco di prova per stabilire la validità di un progetto. 

Inoltre viene utilizzato da molte case automobilistiche per scopi promozionali in quanto il blasone del circuito, teatro in passato di sfide epiche, si presta molto bene a prove di automobili stradali e i tempi ottenuti sul giro sono un buon termine di paragone per appassionati o potenziali acquirenti.

 ci aspettano le insidiose Ardenne... ;-)

Tracciato di Spa-Francorchamps


Grazie alle indicazioni fornite dalla Pirelli, riassumiamo quelle che sono le principali caratteristiche della pista belga e il lavoro di messa a punto necessario per adattare la monoposto al layout del circuito che sorge nelle Ardenne.

Caratteristiche del percorso e dell’ambiente


Con poco più di sette chilometri di lunghezza, Spa vanta il giro più lungo dell’anno; la sua miscela di rettilinei veloci, curve ad alta percorrenza e asfalto abrasivo impegna molto gli pneumatici.

Come se non bastasse, il tempo variabile – con frequenti piogge – è una caratteristica ricorrente di questa regione.

Per questo, la possibilità di safety car è molto alta; quindi, la capacità di reagire velocemente, e di formulare una strategia efficace, è di vitale importanza. Spesso, infatti, può piovere su una parte del circuito mentre un’altra parte è completamente asciutta, il che significa che la versatilità delle vetture, così come dei piloti e delle gomme, è portata agli estremi.

Questo circuito, pur avendo subito cambiamenti nel corso della sua lunga storia, resta uno dei “classici” più apprezzati all’interno del calendario iridato, poiché molte delle sue curve rappresentano il massimo dal punto vista della guida per i piloti, i quali ne apprezzano particolarmente il layout. Indubbiamente la zona dell’Eau Rouge-Raidillon, dove la velocità di ingresso è di circa 290 chilometri orari, è definita un’icona dello sport automobilistico da parte degli appassionati di tutto il mondo.

Qui, le forze G longitudinali che i piloti subiscono mentre passano dalla compressione alla salita attraverso un repentino cambio di direzione sinistra-destra-sinitra sono tra le più forti di tutto il mondiale. Tuttavia con l’introduzione delle nuove vetture e del regolamento 2014, che ha imposto una riduzione dell’efficienza aerodinamica, sarà interessante capire come le monoposto potranno affrontare questa storica sequenza di curve.

In tal senso la minore aderenza che si ha nella zona del retrotreno, metterà a dura prova l’abilità di chi siederà nell’abitacolo delle 22 monoposto lungo gli oltre sette chilometri del tracciato belga. Questo perché, oltre al celebre tratto che segue la Source, le curve di Phoun e Blanchimont, entrambe caratterizzate da un andamento verso sinistra, sono al contempo molto impegnative per quanto riguarda la velocità di percorrenza.




TOUR EUROPA 10 - INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA

;-)

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